Il mio approccio
La Psicoterapia Sistemico Relazionale e Familiare
Il mio approccio
L’approccio che utilizzo si basa sull’analisi delle difficoltà attuali, tenendo conto di come la storia familiare trigenerazionale e le prospettive future possano influenzare il contesto di riferimento in cui si esprime il disagio. L’obiettivo del percorso psicoterapeutico non è mai orientato alla sola remissione dei sintomi e dei comportamenti disfunzionali, ma ad una presa di consapevolezza e miglior comprensione di certi comportamenti e del loro valore e significato comunicativo.
Inizialmente svolgo 2/3 colloqui di consulenza, dedicati all’analisi della domanda che arriva tramite la richiesta di intervento. Al termine di questa prima fase è possibile formulare un contratto terapeutico, che definisce le modalità in cui si svolgerà il percorso, le aree disfunzionali, il tipo di percorso da intraprendere (individuale – di coppia – familiare o eventuale integrazione della terapia EMDR e tecniche psicocorporee) e dunque gli obiettivi stessi del percorso. Tutto viene pensato e concordato in maniera trasparente e insieme a chi decide di intraprendere il percorso, che ha un ruolo attivo nel processo psicoterapeutico.
La durata degli incontri (individuale– di coppia – familiare) varia dai 50 minuti per la terapia individuale, ai 60/80 per gli incontri familiari e di coppia. Gli incontri individuali vengono svolti con cadenza settimanale, mentre i percorsi di coppia e familiari possono avere, in base alla situazione, cadenza quindicinale o settimanale.
Durante il percorso è possibile utilizzare diversi strumenti e tecniche che aprono spazi a nuove riflessioni, scambi emotivi e nuove prospettive (alcuni esempi sono il gioco dell’oca sistemico, il blasone familiare, le maschere, le sculture, il genogramma, le pratiche di mindfulness).
Non è possibile stabilire a priori la durata di un percorso psicoterapeutico ed il numero complessivo di sedute, ma si valuta “in itinere” sulla base degli obiettivi raggiunti e delle esigenze dei partecipanti.
Nella fase conclusiva del percorso si può concordare la prosecuzione con frequenza quindicinale e infine si possono stabilire degli incontri di follow-up a distanza di due – quattro – sei mesi.
Il costo viene definito nel corso del primo incontro e inserito nel contratto terapeutico controfirmato e conservato da entrambe le parti. La tariffa applicata per ogni singola seduta rispetta le indicazioni stabilite dall’Ordine degli Psicologi e viene comunicata durante la prima chiamata, che precede sempre il primo l’incontro. La spesa è detraibile dalla dichiarazione dei redditi in quanto la psicoterapia rientra tra le prestazioni sanitarie.
La psicoterapia Sistemico-Relazionale
L’approccio sistemico-relazionale trova le sue origini nella Teoria Sistemica formulata da Ludwing Von Bertalanfyy e nelle successive ricerche antropologiche di Gregory Bateson, che fu il primo ad applicare la teoria a diversi ambiti scientifici (cibernetica, psicologia e sociologia).
Negli anni ’40 all’interno del Mental Research Insitute di Palo Alto in California – che ho avuto l’onore di frequentare per un tirocinio informale di un mese, grazie alla Dott.ssa Karin Schlanger – un gruppo di studiosi formato da Gregory Bateson (antropologo), John H. Weakland (ingegnere chimico), Jay Haley (psicologo sociale) e successivamente anche Don Jackson (psichiatra), applicarono la teoria sistemica allo studio della comunicazione di famiglie con membri schizofrenici. Grazie a queste ricerche nacque, negli anni ’50, la terapia familiare.
La “nuova” prospettiva sistemico-relazionale modifica il modo di considerare i concetti fondamentali per la salute come sintomo, diagnosi e trattamento. Il sintomo, manifestato dalla persona, viene interpretato come un messaggio che viene utilizzato per comunicare un disagio, che è proprio dell’intero sistema in cui l’individuo è inserito. Il “trattamento” prevedere, dunque, la messa in gioco di tutti i membri di quel sistema, che possono cooperare al fine di trovare gli strumenti utili al superamento di quella situazione.
Si elabora il concetto fondamentale di “soggetto contestuale” che – indicando come la personalità dell’individuo si costruisca e strutturi sulla base di processi interattivi – mise l’accento sulla dimensione relazionale e sull’appartenenza dell’individuo a contesti specifici. L’essere umano non è una monade, ma il centro di un’infinita rete di rapporti con l’esterno e fa parte di un sistema ampio di relazioni, che si intersecano tra loro e in cui i vari membri del rapporto si influenzano a vicenda. Un ruolo basilare viene svolto dalla comunicazione (così come concettualizzata dalla scuola di Palo Alto) e, dunque, non solo verbale ma manifesta: “ogni atto è un atto comunicativo in quanto non si può non comunicare”.
Generalmente, lo psicoterapeuta sistemico-relazionale intende la difficoltà individuale come la manifestazione di un disagio del contesto in cui la persona è inserita. Egli funge da portavoce di un disagio più articolato e complesso, che può essere compreso meglio tramite il coinvolgimento di tutti i membri del sistema familiare nel percorso di cambiamento.