Sostegno psicologico per adolescenti

“Il problema di un figlio è sempre un problema familiare”.

Salvador Minuchin

L’adolescente si trova in una sorta di “terra di mezzo”: non più bambino ma ancora non adulto.

I compiti evolutivi con cui l’adolescente deve confrontarsi sono intensi e spesso travolgenti: gli umori cambiano, il corpo si trasforma, il mondo dei coetanei sembra rimpiazzare, talvolta, le relazioni familiari.  Si è spinti ad esplorare il mondo in cerca della propria identità, tra il bisogno di mostrare le proprie competenze e il peso di doversi misurare. La maturazione dell’età rende maggiormente complessa l’elaborazione emotiva, affetti e sensazioni si traducono in condotte che possono arrivare ad essere impulsive. Quando la tensione emotiva è forte, possono comparire sintomi somatici (mal di testa, disturbi gastrici, muscolari o dermatologici), difficoltà del sonno e nella concentrazione. Le difficoltà scolastiche possono indicare la presenza di un disagio psicologico e, viceversa,  possono determinare problemi di autostima. Il disagio può anche manifestarsi con paure e ansie, rifiuto del contesto scolastico, perfezionismo, abuso di sostanze, isolamento…

Inoltre, svincolarsi dal mondo dell’infanzia e dalla famiglia non è sempre semplice. Possono crearsi tensioni emotive che sfociano in condotte ribelli e a volte aggressive o, in altri casi, in chiusura ed evitamento del mondo esterno. I genitori possono avere difficoltà a rapportarsi con i figli, a comprenderli e contestualizzare il loro comportamento, comprendendone il significato.

Richiedere un aiuto psicologico offre al ragazzo uno spazio di relazione e riflessione in un luogo protetto -neutro – dove è assente il giudizio e diviene possibile dare pensieri e parole ai vissuti emotivi, difficilmente decifrabili in autonomia. Contemporaneamente offre a tutta la famiglia uno spazio di condivisione dove si crea  la possibilità di stabilire modalità più funzionali di interazione, ascolto, e comprensione dell’altro.

Il lavoro che svolgo con adolescenti e pre-adolescenti non è mai solamente individuale ma reppurto opportuno un percorso che coinvolga, in varia misura, l’intera famiglia. In seguito ad una prima fase di incontri con tutta la famiglia, valuto la possibilità di un supporto psicologico o di una psicoterapia individuale…

…Perché?
Difficilmente un adolescente chiede autonomamente richiesta di una psicoterapia. Anche per quelli che meno sono spaventati dall’idea di parlare con qualcuno di ciò che li preoccupa, tendenzialmente sono i genitori i primi a preoccuparsi e cercare una soluzione ai “problemi” dei propri figli. Capita che i ragazzi vengano mandati dallo psicologo per farsi “aggiustare” perchè sono “disubbidienti” e andare dallo psicologo diventa una sorta di punizione.
In questo lavoro i genitori sono in prima linea, possono essere aiutati ad aiutare i figli adolescenti nell’arduo percorso di crescita e, soprattutto a comprenderli e comprendersi meglio (cosa determina l’insicurezza, quali sono i suoi bisogni, dove nascono le difficoltà di rispetto dei limiti e delle regole, quali modi di comunicare in maniera autentica, come gestire i conflitti e come gestire le emozioni). Concordo insieme al ragazzo cosa è possibile raccontare ai genitori (ad eccezione di situazione di pericolo per se stesso e gli altri, come da codice deontologico) in modo che siano partecipi senza privare la terapia della necessaria riservatezza.