Il mio approccio

La Psicoterapia Sistemico Relazionale e Familiare

Il mio approccio

 

L’approccio che utilizzo si basa sull’analisi delle difficoltà attuali, tenendo conto di come la storia familiare trigenerazionale e le prospettive future possano influenzare il contesto di riferimento in cui si esprime il disagio. L’obiettivo del percorso psicoterapeutico non è mai orientato alla sola remissione dei sintomi e dei comportamenti disfunzionali, ma ad una presa di consapevolezza e miglior comprensione di certi comportamenti e del loro valore e significato comunicativo.

Inizialmente svolgo 2/3 colloqui di consulenza psicologica che dedico all’analisi della domanda, che arriva tramite la richiesta di intervento fatta dalla persona. Al termine di questa prima fase è possibile formulare un contratto terapeutico, che definisce le modalità in cui si svolgerà il percorso, le aree disfunzionali, il tipo di percorso da intraprendere (individuale – di coppia – familiare o eventuale integrazione della terapia EMDR) e dunque gli obiettivi stessi del percorso. Tutto viene concordato – in maniera trasparente – insieme alla persona che decide di intraprendere il percorso: questa ha, sempre, un ruolo attivo nel processo psicoterapeutico. Nel caso in cui la difficoltà sia relativa al piano “personale” o non vi sia la possibilità di coinvolgere altre persone significative, si decide di intraprendere un percorso di psicoterapia individuale, durante il quale si definiscono, insieme, le tematiche da affrontare e gli obiettivi di cambiamento.

Tutti gli incontri (individuale– di coppia – familiare) hanno durata di 50 minuti. Gli incontri individuali vengono svolti con cadenza settimanale, mentre i percorsi di coppia e familiari possono avere, in base alla situazione, cadenza quindicinale o settimanale.

Durante il percorso posso utilizzare diversi strumenti e tecniche che aprono spazi a nuove riflessioni, scambi emotivi e nuove prospettive (alcuni esempi sono il gioco dell’oca sistemico, il blasone familiare, le maschere, le sculture, il genogramma).

Non è possibile stabilire a priori la durata di un percorso psicoterapeutico ed il numero complessivo di sedute, ma si valuta “in itinere” sulla base degli obiettivi raggiunti.

Nella fase conclusiva del percorso si può concordare, insieme, la prosecuzione con frequenza quindicinale e infine si possono stabilire degli incontri di follow-up a distanza di due – quattro – sei mesi.

Il costo viene definito nel corso del primo incontro e inserito nel contratto terapeutico. La tariffa applicata per ogni singola seduta rispetta le indicazioni – di minimo e di masso – stabilite dall’Ordine degli Psicologi. La spesa è detraibile dalla dichiarazione dei redditi in quanto la psicoterapia rientra tra le professioni sanitarie.

La psicoterapia Sistemico-Relazionale

L’approccio sistemico-relazionale trova le sue origini nella Teoria Sistemica formulata da Ludwing Von Bertalanfyy e nelle successive ricerche antropologiche di Gregory Bateson, che fu il primo ad applicare la teoria a diversi ambiti scientifici (cibernetica, psicologia e sociologia).
Negli anni ’40 all’interno del Mental Research Insitute di Palo Alto in California – che ho avuto l’onore di frequentare per un tirocinio informale di un mese, grazie alla Dott.ssa Karin Schlanger – un gruppo di studiosi formato da Gregory Bateson (antropologo), John H. Weakland (ingegnere chimico), Jay Haley (psicologo sociale) e successivamente anche Don Jackson (psichiatra), applicarono la teoria sistemica allo studio della comunicazione di famiglie con membri schizofrenici. Grazie a queste ricerche nacque, negli anni ’50, la terapia familiare.

La “nuova” prospettiva sistemico-relazionale modifica il modo di considerare i concetti fondamentali per la salute come sintomo, diagnosi e trattamento. Il sintomo, manifestato dalla persona, viene interpretato come un messaggio che viene utilizzato per comunicare un disagio, che è proprio dell’intero sistema in cui l’individuo è inserito. Il “trattamento” prevedere, dunque, la messa in gioco di tutti i membri di quel sistema, che possono cooperare al fine di trovare gli strumenti utili al superamento di quella situazione.

Si elabora il concetto fondamentale di “soggetto contestuale” che – indicando come la personalità dell’individuo si costruisca e strutturi sulla base di processi interattivi – mise l’accento sulla dimensione relazionale e sull’appartenenza dell’individuo a contesti specifici. L’essere umano non è una monade, ma il centro di un’infinita rete di rapporti con l’esterno e fa parte di un sistema ampio di relazioni, che si intersecano tra loro e in cui i vari membri del rapporto si influenzano a vicenda. Un ruolo basilare viene svolto dalla comunicazione (così come concettualizzata dalla scuola di Palo Alto) e, dunque, non solo verbale ma manifesta: “ogni atto è un atto comunicativo in quanto non si può non comunicare”.

Generalmente, lo psicoterapeuta sistemico-relazionale intende la difficoltà individuale come la manifestazione di un disagio del contesto in cui la persona è inserita. Egli funge da portavoce di un disagio più articolato e complesso, che può essere compreso meglio tramite il coinvolgimento di tutti i membri del sistema familiare nel percorso di cambiamento.