Disturbi dell’umore

L’Organizzazione Mondiale della Sanità(OMS) l’ha definito “il male del secolo”: la depressione, associata ai sintomi ansiosi, è una patologia in crescita ogni anno, che ha trovato campo fertile nella società metropolitana caratterizzata da repentini cambiamenti e pressioni sociali che si sviluppano dentro e fuori dal nucleo familiare.
La depressione rientra tra i disturbi dell’umore e nel 2017 era il disturbo mentale più diffuso in Italia secondo l’ISTAT.

Quando parliamo di disturbo depressivo è necessario sottolineare che le modificazioni del tono dell’umore non sono sempre da considerarsi patologiche. Nella vita, tutti ci troviamo di fronte a momenti di tristezza, sconforto, di particolare pessimismo e assenza di energie: ciò è normale quando questi momenti hanno breve durata.

Parlare di disturbi dell’umore, significa riferirsi a significativi e persistenti stati emotivi che colpiscono la persona ed il suo mondo relazionale, interno ed esterno. Oggi il DSM divide all’interno di questa categoria i Disturbi Depressivi e i Disturbi Bipolari. A differenza dei Disturbi Depressivi, caratterizzati dalla sola polarità dell’umore depressiva, nei Disturbi Bipolari c’è l’alternanza delle due polarità con episodi maniacali o ipomaniacali (umore euforico, elevato, espanso).
Tra i Disturbi Depressivi troviamo:
– Disturbo da Disregolazione dell’Umore Dirompente;
– Depressione Maggiore;
– Disturbo Depressivo Persistente;
– Disturbo Disforico Premestruale.

I Disturbi Bipolari comprendono:
– Disturbo Bipolare I e II;
– Ciclotimia;
– Disturbo Bipolare indotto da sostanze.

In base alla situazione valuto, insieme alla persona, l’integrazione della terapia EMDR al percorso di psicoterapia individuale con approccio sistemico-relazionale. Nelle situazioni in cui l’aspetto sintomatologico arrivi ad interferire in maniera significativa con la vita della persona e con il lavoro terapeutico, si valuta insieme la possibilità di richiedere una consulenza psichiatrica.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità(OMS) l’ha definito “il male del secolo”: la depressione, associata ai sintomi ansiosi, è una patologia in crescita ogni anno, che ha trovato campo fertile nella società metropolitana caratterizzata da repentini cambiamenti e pressioni sociali che si sviluppano dentro e fuori dal nucleo familiare.
La depressione rientra tra i disturbi dell’umore e nel 2017 era il disturbo mentale più diffuso in Italia secondo l’ISTAT.

Quando parliamo di disturbo depressivo è necessario sottolineare che le modificazioni del tono dell’umore non sono sempre da considerarsi patologiche. Nella vita, tutti ci troviamo di fronte a momenti di tristezza, sconforto, di particolare pessimismo e assenza di energie: ciò è normale quando questi momenti hanno breve durata.

Parlare di disturbi dell’umore, significa riferirsi a significativi e persistenti stati emotivi che colpiscono la persona ed il suo mondo relazionale, interno ed esterno. Oggi il DSM divide all’interno di questa categoria i Disturbi Depressivi e i Disturbi Bipolari. A differenza dei Disturbi Depressivi, caratterizzati dalla sola polarità dell’umore depressiva, nei Disturbi Bipolari c’è l’alternanza delle due polarità con episodi maniacali o ipomaniacali (umore euforico, elevato, espanso).
Tra i Disturbi Depressivi troviamo:
– Disturbo da Disregolazione dell’Umore Dirompente;
– Depressione Maggiore;
– Disturbo Depressivo Persistente;
– Disturbo Disforico Premestruale.

I Disturbi Bipolari comprendono:
– Disturbo Bipolare I e II;
– Ciclotimia;
– Disturbo Bipolare indotto da sostanze.

In base alla situazione valuto, insieme alla persona, l’integrazione della terapia EMDR al percorso di psicoterapia individuale con approccio sistemico-relazionale. Nelle situazioni in cui l’aspetto sintomatologico arrivi ad interferire in maniera significativa con la vita della persona e con il lavoro terapeutico, si valuta insieme la possibilità di richiedere una consulenza psichiatrica.