Disturbi d’ansia

I disturbi d’ansia rappresentano il problema della salute mentale più ampio degli Stati Uniti e più di 19 milioni di americani adulti hanno un disturbo d’ansia ogni anno (National Institute of Mental Health, 2001). In Italia quasi un milione di persone soffre di attacchi di panico (Istat, 2006).

Ma l’ansia non è solo patologica!!!
E’ un’emozione complessa che coinvolge aspetti fisiologici (sudorazione, vertigini, palpitazioni, vampate di calore…), cognitivi (paura di perdere il controllo, di morire, scarsa memoria, distraibilità..), comportamentali (fuga, evitamento, freezing..) ed emotivi (tensione, agitazione, paura, irritabilità) del funzionamento umano (Clark & Beck, 2010).
Da un punto di vista antropologico, insieme alla paura, ha da sempre permesso la sopravvivenza degli individui di fronte a situazioni pericolose per sé e per la specie ed è da considerarsi assolutamente funzionale all’esistenza: un’eliminazione totale non è né possibile né auspicabile.

Si parla di “disturbi d’ansia” quando la persona avverte la sensazione di non essere in grado di fronteggiare gli imprevisti e i pericoli che la vita gli pone e qualora i suoi livelli oltrepassino un range di normalità e tolleranza, tali da interferire con il proprio funzionamento quotidiano.
In questa categoria di disturbi troviamo:
– disturbo da attacchi di panico con e senza agorafobia;
– disturbo d’ansia generalizzata;
– fobia sociale;
– fobie specifiche;

In base alla situazione valuto, insieme alla persona, l’integrazione della terapia EMDR al percorso di psicoterapia individuale con approccio sistemico-relazionale. Nelle situazioni in cui l’aspetto sintomatologico arrivi ad interferire in maniera significativa con la vita della persona e con il lavoro terapeutico, si valuta insieme la possibilità di richiedere una consulenza psichiatrica.